Case studies

Cappe d’aspirazione a scomparsa

By febbraio 22, 2018 No Comments

La richiesta

Questo lavoro ci è stato commissionato da parte di un rinomato studio di architettura di Bolzano, ed eseguito per conto di un facoltoso cliente privato francese presso una villa sita nell’estremo sud della Corsica.

La committenza chiedeva di adattare un’intera struttura preesistente a cucina e sala da pranzo, in grado di ospitare decine di ospiti in un’ambiente unico ed elegante. Si trattava, in concreto, di trasformare una vecchia cascina di oltre 200 m² in una cucina attrezzata con soluzioni industriali. Il sottotetto della struttura, composto da travi in legno a vista, non consentiva l’ancoraggio di strutture pesanti e non era intenzione del cliente alterarne il design. Questo ci ha portato a trovare soluzioni innovative e, al tempo stesso, appaganti dal punto di vista estetico.

Inoltre, la location ha complicato la situazione e reso la sfida più interessante, dato che è stato impossibile adattare la lavorazione sul campo. Perciò la progettazione e le fasi preliminari del lavoro sono state effettuate presso la nostra sede di Bolzano. Questo ci ha obbligato a considerare in anticipo tutti possibili (e inevitabili) imprevisti.

Campo d’applicazione:

aspirazione

Committente:

studio di architettura

Destinazione:

abitazione privata, Bonifacio (Corsica)

Il progetto

La presenza di un’ampia area dedicata ai fuochi rendeva necessaria la presenza di una superficie aspirante di notevoli dimensioni. Non potendo sfruttare una classica soluzione con aspirazione dall’alto ci siamo orientati per realizzare un sistema d’aspirazione dal basso. Per garantire l’estetica della struttura era necessario che non ci fossero organi meccanici a vista a riposo, abbiamo così optato per cappe aspiranti a scomparsa nel banco da lavoro, una soluzione recente nei sistemi di aspirazione casalinghi. Le torri d’aspirazione si sono dunque trasformate in elementi estetici da ammirare nell’insieme, senza per questo perdere la loro funzione primaria.

Una volta definita la forma della struttura, ci siamo concentrati sul progettare il funzionamento delle cappe in base a criteri di sicurezza. Il sistema a scomparsa creava infatti il rischio di cesoiamento delle dita. Non potendo usufruire di sistemi già pronti per l’uso abbiamo progettato da zero un sistema di sblocco dei pistoni che garantisse, in un margine d’azione ridotto, la percezione di un oggetto estraneo in fase di chiusura e il conseguente blocco della chiusura.

La motorizzazione e il sistema anti cesoiamento sono stati progettati e testati presso la nostra sede. Prima è stata realizzata una versione cartacea degli schemi elettrici, poi un test e infine il perfezionamento, eseguito presso l’officina in modo da prevenire ogni potenziale problema di natura elettrica. In fase finale abbiamo aggiunto un sistema di illuminazione a led multicolore.

Piccoli dettagli

Anche i piccoli dettagli di questo lavoro hanno fatto la differenza nel risultato finale. Il tempo di apertura e chiusura pari a 8 secondi garantisce rapidità di esecuzione, lasciando però abbastanza margine per poter ritirare le mani. Il sistema di illuminazione multicolore è dimmerabile, in modo da potersi adattare in base al mood e alla situazione. Le cappe, una volta chiuse, arrivano a filo top con una tolleranza delle fughe di 3 mm che garantisce un taglio visivamente leggero ma al tempo stesso netto e pulito. In questo modo siamo sicuri che le torri non vengano danneggiate durante il movimento. La parte frontale della cucina è stata realizzata con un trattamento chimico in grado di replicare l’effetto dell’acciaio corten pur in assenza di ruggine.

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